Cosa non è Bullismo

Rivalità tra pari: Nessuno è Bullo, non c'è Bullismo

Ci sono fattispecie non inquadrabili come bullismo, essenzialmente quando il conflitto si genera tra individui in condizione di parità di forza oppure quando il conflitto si crea tra individui tenuti a conformarsi a precise regole comportamentali o in contesti dove è prevista una struttura di poteri.

Si pensi nel primo caso a due ragazzi che, parimenti dotati di forza fisica, litighino tra loro o si prendano di mira e ricorrano alle mani oppure nel secondo caso alle conflittualità che si creano tra adulti e minori, come verosimilmente nel contesto scolastico o familiare.

Per approfondimenti sul bullismo vai all'articolo "Cos'è il Cyber Bullismo".

Spieghiamo il Cyberbullismo ai più giovani: l'esempio di Save the Children

Metron Antropos contro il Bullismo promuove Superkids di Save the Children

Merita particolare menzione il lavoro che l'organizzazione Save the Children sta facendo anche nell'ambito del Comitato per la Promozione e la Tutela dei Diritti online dei minori promuovendo tutta una serie di iniziative volte a sensibilizzare i giovani e soprattutto i minori ad un utilizzo consapevole dei new media.

E proprio per trattare adeguatamente il problema del cyber bullismo avendo come target i pù giovani, Save the Children ha creato un cartoon sul fenomeno, nell'ambito di un progetto co-finanziato dalla Commissione Europea.

Abbiamo visitato Superkids e scaricato l'app per Apple e Android al link http://www.sicurinrete.it/superkids/.

Scopriamo quali consigli  ci dà Gaetano, coach virtuale, e quali comportamenti virtuosi adottare. 

Vittime di bullismo: non restate isolate e chiedete aiuto!

Da vittima di bullismo a preda senza l'aiuto di nessuno

Le vittime di bullismo non chiedono aiuto a nessuno e non si difendono. Hanno paura e si isolano da tutti. E così, molto facilmente da "vittime" passano ad essere "prede". Prede dei più forti, prede della loro stessa paura.

Tutte le vittime sono accomunate da uniformità caratteriali e comportamentali:

a) hanno difficoltà in generale ad integrarsi e a farsi accettare dal gruppo di qualsiasi contesto si tratti (scolastico, sportivo, sociale, etc.);

b) non cercano aiuto, non hanno neppure fiducia di riceverne o non sanno a chi richiederlo;

c) non hanno il supporto di nessuno, né degli insegnanti né dei propri compagni di classe;

d) si colpevolizzano e credono sia sempre colpa loro, si autoconvincono che il problema cioé dipenda da loro;

e) vivono per lo più in ambienti familiari in cui non c’è dialogo, in ogni modo in contesti che rafforzano e alimentano lo stato emotivo di emarginazione, esclusione, rifiuto e disperazione;

f) è altamente improbabile che arrivino al punto di richiedere aiuto.

Il fenomeno del bullismo è ogni giorno più preoccupante; anche in Italia  le statistiche sono allarmanti.

Uno studio pubblicato nel sito dell'AMI rivela che 280 mila studenti subiscono attacchi fisici ogni mese160 mila non vanno a scuola per paura di atti di bullismo ed il 77% degli studenti subisce una qualche forma di bullismo.

Peraltro si riscontra come l'indulgere in questa pratica, induca spesso il bullo a cimentarsi in altre attività delinquenziali o pratiche antisociali, non sia da trascurare che il 60% di chi commette atti di bullismo ha almeno una condanna penale.

Dalle statistiche sul fenomeno e da studi effettuati a livello mondiale, risulta che una percentuale molto elevata dei ragazzi, pari circa all’80%, non sia coinvolta almeno attivamente nel bullismo. Tali dati inducono però una riflessione, necessaria per avere una rappresentazione coerente del fenomeno.

Il fatto che 8 ragazzi su 10 non siano né bulli né vittime non vuol dire che non siano gregari, sostenitori e neutrali o magari sperabilmente difensori. In termini percentuali, volendo assumere un'equa ripartizione dei ruoli assunti nella dinamica persecutoria, non si può cioè fare a meno di riflettere sul fatto che più del 60% dei giovani sia comunque colpevole di bullismo, perché ammesso che non sia né bullo né vittima e che non assuma neppure il ruolo di difensore, necessariamente dev'essersi schierato dalla parte del bullo come gregario o deve aver fomentato il conflitto come sostenitore oppure deve essere rimasto in silenzio e da parte, con un ruolo neutrale.

Nessuno può ignorare la gravità del problema. Anche chi ha nella dinamica persecutoria svolge un ruolo da gregario o da sostenitore o da neutrale mette in atto dei comportamenti da censurare analogamente a quelli del bullo perché non fa altro che alimentare la dinamica persecutoria anziché farla cessare.

Chi resta in silenzio, spettatore inerte degli abusi perpetrati sulle vittime è colpevole come chi li progetta, come chi li fomenta e come chi li esegue.

E' arrivato il tempo di togliersi la maschera dell'indifferenza.

Schierarsi oggigiorno dalla parte di chi e' più debole e non dalla parte dei più forti è un atto di coraggio e sicuramente onorevole e generoso.

 

 

Casi di Cyber-Bullismo: quali sono le fattispecie da reato e come deve tutelarsi la vittima

 Cyberbullismo: quali sono i rischi reato e cosa deve fare la vittima

Le Lineeguida della Polizia Postale sul Cyber-bullismo: come anticipare i rischi reato derivanti da atti di cyber-bullismo e cosa deve fare la vittima caso per caso.

CASI DI CYBER-BULLISMO DA PARTE DI MINORI

 ARTICOLO/I DEL CODICE PENALE

 TESTO ARTICOLO/I DEL CODICE PENALE

COSA FARE SE SEI VITTIMA DI QUESTO COMPORTAMENTO?

 

Un ragazzo scatta foto o gira un video mentre un compagno è in bagno a scuola.

L’autore del video/foto li pubblica su un social network per scherzo, all’insaputa della vittima.

 

Un ragazzo costruisce un falso profilo di ragazza su un social network e con quello aggancia un compagno di classe. Con la falsa identità femminile costruisce una relazione sentimentale con la vittima, gli chiede particolari della sua vita sessuale e confidenze. Qualche tempo dopo pubblica tutte le conversazioni avute con la vittima, accompagnate da insulti e scherzi contro di lui.

 

 

Art. 615 bis c.p. Interferenze illecite nella vita privata

 

 

Chiunque mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell'articolo 614, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.


Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo.


I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d'ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.

 

 

Si può sporgere denuncia in un ufficio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, raccontando i fatti e, possibilmente, fornire tutte le informazioni e i files che sono stati pubblicati o diffusi con orari e indirizzi internet su cui sono stati pubblicati.

 

Un ragazzo pubblica su una chat dove sono on-line tutti i compagni di classe e la persona che offende frasi tipo: “Marta Rossi è un’imbecille” oppure “Lucia Verdi è una poco di buono” oppure “Sara Blu è una negra schifosa”

 

Un ragazzo manda una mail

 

Art. 594 c.p.

Ingiuria

 

Chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 516.

Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa.


La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a euro 1.032 se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato.


Le pene sono aumentate qualora l'offesa sia commessa in presenza di più persone.

 

 

Si può sporgere denuncia in un ufficio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, raccontando i fatti e, possibilmente, fornire tutte le informazioni e i files che sono stati pubblicati o diffusi con orari e indirizzi internet su cui sono stati pubblicati.

 

Un ragazzo pubblica sulla sua bacheca di facebook notizie false relative ad un compagno di scuola indicandone nome e cognome e senza che questo sia fra gli amici che accedono al suo profilo: es.”Carlo Rossi è un ladro che ruba nei supermercati!” oppure “Carlo Rossi è stato promosso perché il padre ha pagato i professori” oppure “Marta Bianchi fa la prostituta in strada”

 

Art. 595 c.p.

Diffamazione

 

Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032.


Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065.


Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516.


Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.

 

 

Si può sporgere denuncia in un ufficio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, raccontando i fatti e, possibilmente, fornire tutte le informazioni e i files che sono stati pubblicati o diffusi con orari e indirizzi internet su cui sono stati pubblicati.

 

Un ragazzo manda decine di mail con minacce di morte alla sua ex-fidanzata, le fa continuamente squillare il telefono senza rispondere, la segue quando va a casa e la minaccia, pubblica insulti sulla bacheca del profilo della ragazza su un social network . Gli insulti, i pedinamenti e le minacce continuano per dei mesi e nonostante le richieste della vittima di desistere.

 

Art. 612-bis c.p.

 Atti persecutori

 

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, e' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena e' aumentata se il fatto e' commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.

La pena e' aumentata fino alla metà se il fatto e' commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.

Il delitto e' punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e' di sei mesi. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto e' commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto e` connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio.

 

 

Si può sporgere denuncia in un ufficio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, raccontando i fatti e, possibilmente, fornire tutte le informazioni e i files che sono stati pubblicati o diffusi con orari e indirizzi internet su cui sono stati pubblicati.

 

Una ragazza crea un profilo falso a nome di una compagna rubando le foto della compagna dal suo profilo vero su un socialnetwork e sulla bacheca del profilo pubblica insulti contro i professori, manda messaggi minacciosi agli amici, dichiara di voler avere rapporti sessuali con adulti.

 

Art. 494. c.p.

Sostituzione di persona

 

Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all'altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica con la reclusione fino a un anno.

 

 

Si può sporgere denuncia in un ufficio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, raccontando i fatti e, possibilmente, fornire tutte le informazioni e i files che sono stati pubblicati o diffusi con orari e indirizzi internet su cui sono stati pubblicati.

 

 

Due minorenni hanno una relazione sentimentale e sessuale e decidono, di comune accordo, di filmare alcuni incontri sessuali tra loro.

Quando si lasciano il ragazzo decide di pubblicare su YouTube il filmato girato con la fidanzata accompagnandoli con scherzi e battute.

 

 

Una ragazza conosce sul web un coetaneo che le chiede di fotografarsi nuda e mentre compie azioni di autoerotismo. Lei glieli invia e lui li invia a tutti i suoi amici via mail accompagnandoli ad insulti e commenti ironici.

 

Art. 600-ter  c.p.

Pornografia minorile

(aggiornato alla nuova legge n.172/2012 ratifica della Convenzione di Lanzarote)

È punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 24.000 a euro 240.000 chiunque:

1. utilizzando minori di anni diciotto, realizza esibizioni o spettacoli pornografici ovvero produce materiale pornografico;

2. recluta o induce minori di anni diciotto a partecipare a esibizioni o spettacoli pornografici ovvero dai suddetti spettacoli trae altrimenti profitto.

Alla stessa pena soggiace chi fa commercio del materiale pornografico di cui al primo comma.

Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui al primo e al secondo comma, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma, ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 2.582 a euro 51.645.

Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui ai commi primo, secondo e terzo, offre o cede ad altri, anche a titolo gratuito, il materiale pornografico di cui al primo comma, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 1.549 a euro 5.164.

Nei casi previsti dal terzo e dal quarto comma la pena è aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale sia di ingente quantità.

 

 

Pur essendo preferibile sporgere denuncia, è sufficiente recarsi in un ufficio della Polizia Postale o della Polizia di Stato e raccontare cosa accade perché sia possibile avviare un’indagine ed individuare i responsabili.

E’ preferibile conservare i files e annotare il/i siti sui quali sono comparse o vengono diffuse le immagini personali intime.

Una ragazza apre la sua email oppure il profilo su Facebook/Twitter/etc. usando username e password, alla presenza di una sua amica. Dopo un litigio, l’amica, che ricorda la password e lo username, entra nella sua casella di posta e cancella tutti i messaggi presenti.

 

Art.615-ter c.p.

Accesso abusivo a sistema informatico

 

 

e

 

Art. 616 c.p.

Violazione, sottrazione o soppressione di corrispondenza

Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione (1), una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta (2), ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 (3)a euro 516 (4).

Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, è punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa [c.p. 120; c.p.p. 336].

Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per "corrispondenza" si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica, ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza (5) (6).

 

 

Si può sporgere denuncia in un ufficio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, raccontando i fatti.

 Fonte: Unità di Analisi dei Crimini Informatici della Polizia Postale e delle Comunicazioni