Perché il Cyber-Bullismo è una minaccia per la cittadinanza digitale

Per comprendere perchè il Cyber Bullismo rappresenti una concreta minaccia per la Cittadinanza Digitale dobbiamo capire meglio natura e portata del fenomeno, sempre più diffuso e sempre più temuto, rappresentativo di una socialità oltremodo aggressiva e "malata".

Il cyber bullismo ("bullismo elettronico" o "bullismo in internet") è una modalità ovvero una forma di bullismo attuata attraverso l’uso dei Nuovi Media (dai cellulari a tutto ciò che si può connettere a internet). Analogamente al bullismo tradizionale, anche nel caso del cyber bullismo si reitera nel tempo una prevaricazione o meglio una violenza perpetuata da una persona o da un gruppo di persone generalmente più forti nei confronti di un’altra persona percepita come più debole.

Il cyber bullismo presenta le stesse caratteristiche tipiche del bullismo (Olweus, 1996) ovvero:

- intenzionalità

- persistenza nel tempo

- asimmetria di potere

- natura sociale del fenomeno

ma in aggiunta a queste nel cyberbullismo intervengono anche altri elementi, quali:

a) impatto: la diffusione di materiale tramite internet è incontrollabile e non ci sono limiti (anche se la situazione migliora, video e immagini potrebbero restare online)

b) possibile anonimità: chi offende online potrebbe tentare di rimanere nascosto dietro un nickname e cercare di non essere identificato/a

c) assenza di confini spaziali: il cyberbullismo può avvenire ovunque, invadendo anche gli spazi personali privando l’individuo dei suoi spazi-rifugio (la vittima può essere raggiungibile anche in ambienti sicuri come a casa propria)

d) assenza di limiti temporali: il cyberbullismo può avvenire a ogni ora del giorno e della notte.

E' da considerare anche che è sempre possibile che il cyberbullismo si accompagni al bullismo tradizionale. Azioni di bullismo reale, ad esempio, possono essere fotografate o videoriprese, per poi essere pubblicate e diffuse sul web (social network, siti di foto-video sharing, email, blog, forum e chat). Come anche è possibile che bulli nella realtà siano presi di mira e diventino vittime nel web ad opera delle loro stesse vittime nella realtà.

Il Bullismo è un ABUSO che la SCUOLA non deve tollerare

La Scuola contro il Bullismo e ogni forma di Discriminazione

Il bullismo è ovunque.

Il bullismo è sempre lo stesso ovunque, si presenta con la stessa fenomenologia persecutoria, con le stesse nefaste conseguenze, con la stessa vittimologia.

Il bullismo è ovunque, in ogni Paese, in ogni contesto, in ogni ambito in cui vi siano delle persone che interagiscano con altre persone.

Gli studi a livello internazionale sul fenomeno confermano che l'esordio del bullismo avverrebbe già nell'ambito scolastico, in particolare fin dalla scuola primaria.

Per questa ragione le scuole non possono ignorare la gravità di un fenomeno che hanno sotto gli occhi ogni giorno, o peggio non possono fare finta che non esista, perché - meglio ancora e prima di tutti gli altri - possono fare molto per controllare e fermare il bullismo se non addirittura prevenirlo.

Le scuole infatti possono evitare che il bullismo attecchisca, possono abortirlo già sul nascere prima che si radichi e si sviluppi.

Ove infatti il bullismo venisse minimizzato o, peggio, ignorato o trascurato, i bulli nella scuola ne approfitterebbero e qualcun'altro ne subirebbe gli effetti come vittima.

Subire atti di bullismo equivale a subire un qualsiasi altra forma di abuso.

La vittima di bullismo merita la stessa attenzione della vittima di altri abusi, degna di analoga tutela.

Le conseguenze sono pressoché le stesse. E le più gravi e inaccettabili sono quelle sul piano psicologico, con implicazioni gravissime note a tutti come l'isolamento, la marginalizzazione, la depressione e, nei casi estremi, il suicidio.

Se la scuola fallisce in questo suo precipuo dovere, allora è essa stessa a permettere che la violenza attecchisca e sopravviva, creando così delle serie minacce per la sicurezza e la salute dell'interno ambiente scolastico, non limitato solo agli alunni ma allargato anche ai genitori di questi ultimi e ai docenti. La scuola, qualora non intervenga, getta le precondizioni per un ambiente ostile ed improduttivo che interferisce anche con la qualità della didattica e con il diritto ad un sereno e proficuo sviluppo cognitivo (e non solo) e a vivere in un ambiente sano e sicuro.

E' infatti dimostrato che quando la scuola mette in atto fin da subito un sistema di regole e di comportamenti atti a prevenire o frenare il bullismo, nella maggioranza dei casi basta questo per indurre una drastica riduzione dell’incidenza del fenomeno.

Il bullismo è davvero un problema che riguarda tutti, tutti i popoli, tutte le nazioni, è un problema che tocca per di più la coscienza ed attiene all'etica, la sua stessa diffusione dimostra che non si sta facendo nulla o non abbastanza per arrestarlo. Ma soprattutto che non si sta facendo nulla per i minori che sono ancora più a rischio perché incapaci di difendersi da soli e più facilmente costretti al silenzio e sottomessi ai bulli.

E quel che è più grave è che se ne rimandino le soluzioni alla famiglia che spesso si ritrova a non avere gli strumenti giusti magari perché ignora il problema o perché quando se ne accorge qualsiasi strumento sarebbe già tardivo.

Il bullismo è un tema internazionale che riguarda e tocca tutti, ogni Paese del mondo, ogni scuola del mondo, ogni essere del mondo.

Esiste una sostanziale analogia di situazioni e di comportamenti pur nella complessa e variegata fenomenologia del bullismo da rendere possibile addirittura fare analisi comparate tra Paese e Paese, nazione e nazione, tra scuola e scuola.

Generalizzando si può dire che non vi siano confini al bullismo, nessun Paese del mondo ne è esente, status socio-economico, contesto culturale, etnia o razza o sesso non contano.

Il bullismo non conosce limiti né spaziali né culturali nè razziali.

Il bullismo è ovunque.

Ovunque, per tutti è una minaccia da abbattere.

Un follower coraggioso difende il più debole dal bullo

Il Presidente Metron Antropos NPO contro Bullismo e Mobbing

Dal Blog SINAPSI di Anna Maria Olori pubblicato in MOBBIBLE

"Ho sempre ritenuto che gli atti di bullismo fossero sempre e comunque la manifestazione di una personalità disturbata o quantomeno problematica quando non deviante o borderline. Ho sempre visto il bullismo come un atto assolutamente volontario e cosciente, mai casuale.

E per questo da sempre credo serva essere tutti consapevoli di un fenomeno tanto serio e preoccupante, soprattutto consapevoli delle regole e dei comportamenti più appropriati a livello individuale come nel contesto sociale, con ciò riferendomi a quelle regole e a quei comportamenti afferenti più in generale il rispetto verso gli altri ed il rispetto per se stessi.

Fin dai tempi della scuola mi era ben chiaro chi fosse bullo e chi vittima. Riesco ancora a ricordare il nome del bullo e quello della vittima ma mi ricordo ancora meglio della sensazione di impotenza che provavo di fronte a quelle situazioni.

Nessuno reagiva, nessuno era in grado di fare nulla. Neppure il nostro gruppo sapeva cosa fare. E non solo perché il bullo e le vittime in questione fossero appartenenti ad un'altra sezione.

 

Nessuno sapeva come fossero andate davvero le cose; quindi nessuno interveniva. Nessuno ne parlava con gli altri compagni, nessuno riferiva nulla. Era tabu.

Ricordo benissimo che mi sarebbe piaciuto scendere in campo ma sapevo allora di non avere gli strumenti adatti per difendere il debole e sanzionare il bullo. E poi il fatto che anche il gruppo avesse paura alimentava la paura anche di noi singoli.

Dentro e fuori dal gruppo nessuna voce si alzava e rompeva il silenzio. Nessuno faceva nulla. Nessuno ne faceva parola. Neppure i docenti.

E il bullo vinceva e le prime vittime a cadere eravamo noi che non provavamo né a fermare nè a censurare quel comportamento deviante.

Non credo che ora come allora le cose siano cambiate nel mondo della scuola.

Ma qualche giorno fa uno dei miei follower mi ha detto di essere stato coraggioso e di essersi messo in mezzo tra bullo e vittima nella difesa di quest'ultima.

E' un giovane brillante e sicuro, è un giovane onesto e valoroso, è un giovane migliore di tanti altri e sicuramente migliore di tutti noi, più nobile e generoso, migliore anche di me ai miei tempi.

E a questo giovane dedico tutto il mio impegno e il mio ingaggio futuro su questo tema su cui coinvolgerò chi più e meglio ancora di me può fare e dare. A beneficio di tutti i giovani, soprattutto dei tanti che ignorano il problema e dei troppi che ne sono vittima ogni giorno.

Perché tutti noi abbiamo il dovere morale di non sottovalutare la piaga bullismo che offende e ferisce la dignità dei più giovani. Perché chi non ha a cuore i più giovani ed i loro problemi non si cura affatto del futuro, anzi a questo antepone il presente chiudendosi in un silenzio sterile e trincerandosi in un cieco egoismo."

 

Anna Maria OLORI

 

One Direction Against Bullying in Schools

Celebrities who engage people in stopping bullying are more memorable.

One Direction have go on to top a list of the richest people under 30. Members of this boy-band formed in 2011, Harry Styles, Niall Horan, Zayn Malik, Liam Payne and Louis Tomlinson, are adored by fans and teenagers everywhere.

Another reason to adore them is their Voice Against Bullying.

One Direction Against Bullying

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Harry Discussing about Bullying in Schools

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Liam Discussing about Bullying in Schools

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Louis Discussing About Bully Free Schools

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Zayn Discussing About Cyber Bullying 

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