DCA e ossessione della magrezza

Anoressia Bulima e Disturbi Alimentari : Un corpo perfetto

Il desiderio di essere magre, l'ossessione per un corpo  magro e asciutto, la magrezza a tutti i costi per assomigliare alle modelle delle cover delle riviste femminili.

Tutte aspirazioni comuni soprattutto tra le adolescenti, innocue in apparenza e legittime ma purtroppo fatali appena si oltrepassa il punto di non ritorno, quando cioè di questo desiderio e di questa ossessione ci si ammala.

E' così infatti che avviene l'esordio dei disturbi del comportamento alimentare o disordini dell'alimentazione.

Allora seguire la dieta, anche la più equilbrata e sotto controllo medico, diventa una fissazione o addirittura un'ossessione. Alle cattive abitudini - come il vomito autoindotto, l'uso di diuretici o l'abuso di lassativi - si accompagna la falsa credenza che a tutto questo si possa dire basta e che smettere sia sempre possibile. E invece il più delle volte, non si riesce più a riacquistare un rapporto normale con il cibo e si scivola in un serio e irreversibile disturbo del comportamento alimentare.

Il Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA) è sintomatico di un rapporto malato con il cibo che da fonte di energia e di sostentamento diviene pura ossessione.

Qualsiasi restrizione alimentare che non sia giustificata da suffragate ragioni mediche, ovvero prescritta dal proprio medico curante, analogamente al controllo esasperato e giornaliero del peso corporeo o dell'introito calorico diventano una costante in chi si ammala di DCA.

La malattia del disagio è quasi sempre irreversibile, infatti nei soggetti malati di DCA non solo lo stato di salute ma anche l'esistenza stessa sono irreversibilmente compromessi.

Si tratta di malattie sintomatiche di uno stato di disagio psichico o piuttosto del rifiuto di crescere o di cambiare aspetto fisico o ancora della paura di perdere il controllo nei confronti di un corpo che non viene più accettato.

Si fa subito a passare dal controllo esasperato del peso all'ossessione della magrezza e quindi del cibo.

Dal punto di vista psichico il rifiuto del cibo è sempre la risposta al rifiuto di crescere, al rifiuto d cambiare.

La perdita del controllo nei confronti di un corpo che cambia si traduce in un controllo esasperato del cibo. E nell'esercizio di tale controllo il corpo arriva al punto che scompare

Nella terapia dei DCA di cui la psicoterapia rappresenta il cardine del trattamento è essenziale la sinergia di diverse figure professionali come psicologi, psichiatri, internisti, endocrinologi, nutrizionisti, dal momento che solo la convergenza sul problema fisico e psicologico possono assicurare la cura ed il trattamento più appropriato di tipo somato-psichico a seconda dello stadio della malattia.