I Disturbi Alimentari in ITALIA: è allarme sociale

Quando il cibo diventa ossessione

In Italia il 5% della popolazione - quasi 3 milioni di persone - soffre di anoressia, bulimia, binge o disturbi dell'alimentazione atipici come vigoressia e ortoressia, con un'incidenza allarmante ed in aumento. I DCA colpiscono dallo 0.5 all'1.5% delle ragazze dai 10 ai 30 annil'età media in cui la malattia esordisce è 17 anni ma si assiste ad un preoccupante allargamento delle fasce di età (le donne in età di menopausa e le bambine prepuberi). 

L'85% di chi soffre di tali disturbi è di sesso femminile ma sta diventando sempre maggiore il numero degli uomini.

I DCA rappresentano pertanto una delle sfide più difficili per il Sistema Sanitario.

Dei DCA l'anoressia è forse il più grave ma anche il più evidente, almeno da un punto di vista fisico, ed è potenzialmente fatale stante il malfunzionamento indotto dalla malnutrizione sui vari organi ed apparati, in particolare le alterazioni cardiache dovute alla grave perdita di potassio e la grave e irreversibile alterazione della mineralizzazione ossea (dopo 6 anni di malattia il 38% delle ragazze presenta osteoporosi e il 92% osteopenia). Preoccupanti sono anche le infezioni in aumento che colpiscono gli organismi debilitati, l'amenorrea e le implicazioni alle funzioni riproduttive, come anche le conseguenze gravissime nei casi di anoressia nervosa, vera e propria patologia psichiatrica con una elevata mortalità dal 4 al 10% dovuta a complicanze organiche o a suicidio.

I dati ufficiali del fenomeno DCA possono essere sottostimati perché vi sono forme non diagnosticate come anche migrazioni da una malattia all'altra, anche più di una volta. Un quarto delle bulimie esordisce come anoressia; gli stessi DCA atipici rappresentati dal 50-60% dei pazienti, risultano essere l'esito o l'inizio dell'anoressia o della bulimia nervosa.

Essenziale è la tempestiva individuazione della terapia più opportuna per gestire l'emergenza medica e una volta che questa è stata superata la graduale gestione del recupero e la vigile supervisione del comportamento alimentare del malato.