Come riconoscere il bullismo e stanare i bulli

Come riconoscere il Bullismo

Per gestire il bulllismo serve prima conoscerlo. Qualifichiamolo meglio allora.

Quali sono i tratti ovvero le caratteristiche comuni nel bullismo?

Generalizzando, sono cinque i fattori chiave del bullismo:

1) può trattarsi di un singolo atto come di un insieme di atti e comportamenti deliberatamente crudeli e aggressivi finalizzati a fare del male o a danneggiare;

2) tali atti e comportamenti sono reiterati nel tempo, quindi le condotte persecutorie da parte del bullo sulla vittima sono persistenti;

3) per le vittime è difficile difendersi, il che spiega perché la scelta delle vittime ricada proprio su quei soggetti ritenuti dal bullo incapaci di difendersi;

4) il bullo non cambierà mai atteggiamento, quindi la dinamica persecutoria è continuativa e inarrestabile;

5) il bullo esercita un abuso di potere sulla vittima, ovvero alla base del suo comportamento c'è il desiderio di intimidire e sottomettere la vittima. Il rapporto bullo-vittima non è paritetico ma sbilanciato e asimmetrico sia nella relazione che in termini di forza.

Tra le definizioni del fenomeno sono degne di menzione sicuramente quelle di alcuni studiosi anche a livello internazionale* che hanno provato a meglio tipizzare le condotte persecutorie Zanetti (2007), A. Fonzi (19971), S. Sharp e P.K. Smith 1999 in A. Filippi,2007.

Con quali modalità si manifesta il bullismo?

Il bullismo può avere tre differenti manifestazioni, in molti casi anche plurime, cioé simultaneamente (Olweus 2007):

1) fisica: attraverso percosse, pugni, attacchi fisici, etc.;

2) verbale: attraverso offese, ingiurie, insulti, etc.;

3) indiretta/psicologica: attraverso perversi meccanismi di esclusione e di progressivo isolamento della vittima o persistenti condotte persecutorie atte a minare la sicurezza e la stima di sè della vittima, come la maldicenza, e ad alimentare invece la soggezione e la paura.

Tutte le forme e le tipologie di bullismo sono estremamente dannose e possono avere effetti permanenti e drammatici sulla vittima come anche sui bystander.

 

 

* Zanetti (2007), A. Fonzi (1997), S. Sharp e P.K. Smith 1999 in A. Filippi,2007. Olweus 2007, Menesini, 2003, Arora, 1996; Hazler, 1996, in A. Filippi, 2007.

** Stephenson, P. and Smith, D. 1989 Bullying in the junior school attum, D. and Lane, D. (eds) Bullying in schools. Stoke-on-Trent:Trentham Books