Il Bullismo è un ABUSO che la SCUOLA non deve tollerare

La Scuola contro il Bullismo e ogni forma di Discriminazione

Il bullismo è ovunque.

Il bullismo è sempre lo stesso ovunque, si presenta con la stessa fenomenologia persecutoria, con le stesse nefaste conseguenze, con la stessa vittimologia.

Il bullismo è ovunque, in ogni Paese, in ogni contesto, in ogni ambito in cui vi siano delle persone che interagiscano con altre persone.

Gli studi a livello internazionale sul fenomeno confermano che l'esordio del bullismo avverrebbe già nell'ambito scolastico, in particolare fin dalla scuola primaria.

Per questa ragione le scuole non possono ignorare la gravità di un fenomeno che hanno sotto gli occhi ogni giorno, o peggio non possono fare finta che non esista, perché - meglio ancora e prima di tutti gli altri - possono fare molto per controllare e fermare il bullismo se non addirittura prevenirlo.

Le scuole infatti possono evitare che il bullismo attecchisca, possono abortirlo già sul nascere prima che si radichi e si sviluppi.

Ove infatti il bullismo venisse minimizzato o, peggio, ignorato o trascurato, i bulli nella scuola ne approfitterebbero e qualcun'altro ne subirebbe gli effetti come vittima.

Subire atti di bullismo equivale a subire un qualsiasi altra forma di abuso.

La vittima di bullismo merita la stessa attenzione della vittima di altri abusi, degna di analoga tutela.

Le conseguenze sono pressoché le stesse. E le più gravi e inaccettabili sono quelle sul piano psicologico, con implicazioni gravissime note a tutti come l'isolamento, la marginalizzazione, la depressione e, nei casi estremi, il suicidio.

Se la scuola fallisce in questo suo precipuo dovere, allora è essa stessa a permettere che la violenza attecchisca e sopravviva, creando così delle serie minacce per la sicurezza e la salute dell'interno ambiente scolastico, non limitato solo agli alunni ma allargato anche ai genitori di questi ultimi e ai docenti. La scuola, qualora non intervenga, getta le precondizioni per un ambiente ostile ed improduttivo che interferisce anche con la qualità della didattica e con il diritto ad un sereno e proficuo sviluppo cognitivo (e non solo) e a vivere in un ambiente sano e sicuro.

E' infatti dimostrato che quando la scuola mette in atto fin da subito un sistema di regole e di comportamenti atti a prevenire o frenare il bullismo, nella maggioranza dei casi basta questo per indurre una drastica riduzione dell’incidenza del fenomeno.

Il bullismo è davvero un problema che riguarda tutti, tutti i popoli, tutte le nazioni, è un problema che tocca per di più la coscienza ed attiene all'etica, la sua stessa diffusione dimostra che non si sta facendo nulla o non abbastanza per arrestarlo. Ma soprattutto che non si sta facendo nulla per i minori che sono ancora più a rischio perché incapaci di difendersi da soli e più facilmente costretti al silenzio e sottomessi ai bulli.

E quel che è più grave è che se ne rimandino le soluzioni alla famiglia che spesso si ritrova a non avere gli strumenti giusti magari perché ignora il problema o perché quando se ne accorge qualsiasi strumento sarebbe già tardivo.

Il bullismo è un tema internazionale che riguarda e tocca tutti, ogni Paese del mondo, ogni scuola del mondo, ogni essere del mondo.

Esiste una sostanziale analogia di situazioni e di comportamenti pur nella complessa e variegata fenomenologia del bullismo da rendere possibile addirittura fare analisi comparate tra Paese e Paese, nazione e nazione, tra scuola e scuola.

Generalizzando si può dire che non vi siano confini al bullismo, nessun Paese del mondo ne è esente, status socio-economico, contesto culturale, etnia o razza o sesso non contano.

Il bullismo non conosce limiti né spaziali né culturali nè razziali.

Il bullismo è ovunque.

Ovunque, per tutti è una minaccia da abbattere.