Combattere il Bullismo attraverso il telling environment: come e perché funziona

Rompiamo il silenzio contro il bullismo

Contro il Bullismo come anche contro il mobbing è necessario avere il coraggio di rompere il silenzio e raccontare la verità. Promuovere la "telling experience", specialmente nelle scuole, alimenta e favorisce un clima bully-free.

Ma cosa vuol dire "telling experience" o "telling environment"?

Vuol dire essenzialmente non avere paura a parlare, ad esporsi, a metterci la faccia. Vuol dire non chiudersi e non isolarsi nel silenzio.

Come e perché funziona? Facendosi portavoce dell'accaduto, testimoniando la verità. E funziona ovvero funge all'obiettivo di far emergere fenomeni o situazioni di bullismo perché solo in questo modo la verità viene fuori.

Quando il contesto come può essere quello scolastico è in grado di ottenere e guadagnarsi la fiducia di tutti e la fattiva collaborazione di tutti, quando cioè i ragazzi percepiscono che si è instaurato un rapporto di fiducia e ascolto non solo tra di loro ma anche con gli insegnati e tra peer allora vuol dire che tutti sono consapevolmente coinvolti nel telling environment, pronti a parlare e a riferire se assistono ad atti di bullismo.

 

Anche gli studenti senior possono a questo punto essere strategici e svolgere un ruolo attivo nella prevenzione bullismo grazie alla loro esperienza e  per il fatto stesso di rappresentare per i più giovani modelli di comportamento e in ogni caso dei riferimenti. Affinché ciò sia possibile però non devono intimorire nessuno né mettere a disagio le vittime o i peer, come è normale invece accada quando si tratta di insegnanti.

I senior sicuramente vanno utilizzati quindi come advisor o come role-play, soprattutto durante le sessioni formative di ingaggio sul tema o nella mediazione tra peer.

Questa sono regole generali contro il bullismo che valgono ovviamente in ogni contesto, non solo dentro le classi ma anche fuori da queste, nella palestra, nel campo sportivo, nei giardinetti interni, nei corridoi, etc.. Per questa ragione ogni scuola deve assicurare che:

a) ogni attività al suo interno si svolga secondo criteri definiti e nel rispetto delle regole di comportamento previste, in modo da evitare che i più forti prevalgano sui più deboli o mettano in atto comportamenti violenti o aggressivi;

b) i ragazzi si sentano sempre protetti e al sicuro e mai in condizione di trovarsi in trappola alla mercè di qualcuno;

c) i ragazzi riferiscano essi stessi se sono a conoscenza di luoghi nascosti e pericolosi o percepiti come tali, in cui essi si sentano minacciati o meno al sicuro;

d) si preveda un’adeguata supervisione e vigilanza a tutti i piani della scuola, in ogni aula, stanza, palestra o area della scuola, anche al di fuori del perimetro strettamente interno, quindi anche nei luoghi limitrofi alla stessa;

e) siano identificati le aree e gli orari a rischio in cui i bulli escono allo scoperto e mettono in atto i loro abusi. A tal fine dovrebbe essere incentivata l’introduzione in tali orari di attività che tengano tutti occupati o magari l'identificazione delle opportune attività formative estese a tutti, bulli, vittime e peer, incoraggiando tutti ad adottare comportamenti virtuosi e di mutuo aiuto;

f) i bulli siano messi in condizione di poter sperimentare comportamenti e atteggiamenti pro-sociali;

g) sia attuato un monitoraggio attento degli spostamenti dei ragazzi e dei loro movimenti non solo dentro e intorno alla scuola ma anche da/verso la scuola e anche tra una classe e l'altra. L'arrivo e la partenza dalla scuola e tutto ciò che succede durante il pranzo o durante il break o la ricreazione sono ugualmente importanti e da monitorare, devono avere cioé la stessa attenzione di ciò che avviene dentro la classe o in palestra o nel giardino o parco interno che sia.

La vittimizzazione costituisce sempre un ostacolo rilevante al benessere scolastico e a quello più propriamente sociale ed emozionale. Le vittime di bullismo sono affette da diversi tipi di disagio, quali la solitudine, la depressione, l’ansietà, l’insicurezza, la bassa autostima e un’eccessiva passività nelle relazioni sociali. Sviluppano un atteggiamento di generale rifiuto verso l’attività scolastica e mostrano segni di ansia e di angoscia in momenti significativi della loro esperienza a scuola e possono arrivare, addirittura, a comportamenti di autodistruzione.

Per ulteriori approfondimenti sugli effetti del Bullismo nel breve e nel lungo termine sulla vittima e sul bullo vai all'articolo"Conseguenze BULLISMO: disagio e depressione sulla VITTIMA, reati e comportamenti anti-sociali sul BULLO"