Bullismo e Cyberbullismo : il fenomeno sociale più pericoloso per le nuove generazioni

 

 Iniziative Metron Antropo NPO contro Bullying e Cyberbullying : Il Focus con la Polizia Postale

Tratto dall'intervista su Cyber-Bullying e Bullismo alla Dott.ssa Cristina Bonucchi Direttore Tecnico Principale Psicologo Unità di Analisi dei Crimini Informatici CNCPO Polizia Postale e delle Comunicazioni del Ministero dell’Interno da parte della Dott.ssa Anna Maria Olori Presidente Metron Antropos NPO

Definiamo meglio il Bullismo

Il bullismo può essere oggettivamente definito come la messa in atto di comportamenti aggressivi di tipo prevaricatorio, delatorio o persecutorio, premeditati e reiterati nel tempo, da parte di soggetti in posizione dominante (o bulli) nei confronti di soggetti più deboli e incapaci di difendersi (le vittime), che tra loro si conoscono.

I casi di bullismo riportati dalla Polizia Postale sono per lo più inquadrabili in questa fattispecie e ricadono quasi tutti in questo perimetro.

Il bullismo si origina in un contesto noto

Il bullismo si origina prevalentemente in un contesto noto rappresentato prevalentemente dall’ambito scolastico e da quello sportivo, che costituiscono i fronti più importanti in cui si manifesta il fenomeno ma un altro contesto che merita attenzione e preoccupazione via via crescenti, più propriamente terreno per il Cyber-Bullying, è quello della rete e più specificamente dei social media.

Allarme Bullismo: disagio, malessere e depressione gli effetti sulla vittima

l Bullismo ha delle conseguenze nel breve termine e nel lungo periodo tanto sulla vittima quanto sul bullo.

Per quanto riguarda il bullo secondo il parere di alcuni studiosi come Smorti e Pagnucci, (1999 in Fonzi ed.) le conseguenze nel breve termine sono sicuramente un basso rendimento scolastico, l'incapacità di controllo emotivo unita alle difficoltà nella gestione delle relazioni fuori e dentro il contesto scolastico, come anche la mancanza di rispetto per le regole.

Nel lungo termine nel bullo si determinano un ben più grave peggioramento del rendimento scolastico, seguito da bocciature o dall'inesorabile abbandono scolastico, come anche comportamenti sempre più devianti e antisociali quali crimini, atti di vandalismo, furti, abuso di sostanze, violenze anche in famiglia e aggressività sul lavoro.

Per quanto riguarda invece la vittima, le conseguenze  breve termine sono: persistenti forme di disagio fisico come mal di pancia, dolore gastrico, emicrania, ma anche sindromi da disagio psicologico quali insonnia, ansia, difficoltà nell'apprendimento, problemi di concentrazione, calo del rendimento scolastico, insicurezza, rifiuto di andare a scuola, solitudine e bassa autostima.

Cyber-Bullismo: la minaccia per i minori corre sui social media

Parlano chiaro i risultati della Ricerca "I ragazzi e il cyber bullismo" realizzata per Save the Children da Ipsos (*) e pubblicata in occasione del Safer Internet Day, istituito dalla Commissione Europea per la promozione di un utilizzo consapevole e responsabile dei nuovi media tra i più giovani. 

Il cyber-bullismo è un fenomeno preoccupante che riguarda non solo i pre-adolescenti ma anche i teenager, quanto mai sintomatico di una socialità aggressiva, denigratoria, discriminatoria e violenta

Sui social network avvengono gli attacchi più frequenti dei cyber bulli (61%), che di solito colpiscono la vittima attraverso la diffusione di foto e immagini denigratorie (59%) o tramite la creazione di gruppi “contro” (57%). Giovani sempre più connessi, sempre più prepotenti: 4 minori su 10 testimoni di atti di bullismo online verso coetanei, percepiti “diversi” per aspetto fisico (67%) per orientamento sessuale (56%) o perché stranieri (43%).

Madri “sentinelle digitali”: 46 su 100 conoscono la password del profilo del figlio, nota al 36% dei padri.

Ben i 2/3 dei minori italiani riconoscono nel cyber bullismo la principale minaccia che aleggia sui banchi di scuola, nella propria cameretta, nel campo di calcio, di giorno come di notte, consapevoli, soprattutto le ragazze, che alcuni degli ultimi tragici fatti di cronaca sono molto (33%) o abbastanza (48%) connessi al fenomeno.

Bulli come smascherarli

Sono tre le tipologie possibili di bullo davanti al quale possiamo trovarci:

1) i bulli dominanti ovvero self confident: fisicamente più forti della media dei coetanei e sicuramente della vittima, hanno un forte bisogno di autoaffermazione e di dominio, traggono soddisfazione nel sottomettere e umiliare gli altri, non rispettano le regole, hanno scarsa empatia e non provano mai sensi colpa; godono di media popolarità nel proprio contesto

2) i bulli gregari o ansiosi-passivi: sono quelli che avendo bisogno di autoaffermazione si uniscono al bullo dominante di cui spesso eseguono gli ordini; si tratta di un gruppetto di due o tre persone che coadiuvano il bullo self confident nelle sue condotte persecutorie e vessatorie, sono soggetti più ansiosi ed insicuri, sicuramente meno brillanti o addirittura scarsi a livello scolastico, godono di bassa popolarità e prendono forza dall'agire in gruppo, dall'accedere al gruppo dei "forti"

3) i bulli-vittime: sono vittime a loro volta che reagiscono alle prepotenze subite in modo incontrollato ed iperreattivo, innescando circoli viziosi di elevata conflittualità; sono soggetti impopolari, irritabili che presentano fragilità di tipo emotivo e con difficoltà a livello cognitivo, sono bulli in alcune situazioni e vittime in altre e il più delle volte non godono affatto di popolarità.  

La chiave della tua sicurezza in rete contro il Bullismo e il CyberBullismo

L'Unità di Analisi dei Crimini Informatici della Polizia Postale e delle Comunicazioni ha elaborato un decalogo per tutelare i giovani (ma non solo) dai rischi del Cyber-Bullismo.

10 Regole da non dimenticare mai per il proprio bene (sulla rete e non solo):

1. Quando apri un profilo sui social network limita al minimo le informazioni visibili a tutti che ti riguardano: non pubblicare il tuo indirizzo o quella della scuola che frequenti, i tuoi luoghi di svago preferiti.

2. Imposta le regole di tutela della privacy sui social network consentendo solo a persone da te autorizzate l’accesso ai contenuti della tua bacheca, alle immagini e ai video caricati sulla tua pagina.

3. Tieni segrete le tue password di accesso ai social network, alla mail, al tuo blog personale. Anche se può sembrare divertente, scambiarsi l’identità è un reato e ti espone al rischio di essere sostituito da altri senza che tu lo voglia.

4. Dietro allo schermo di un computer si nascondono intenzioni anche molto diverse: le parole scritte, gli emoticons, le immagini che ricevi possono far nascere in te sentimenti reali verso persone che sono molto diverse da quello che mostrano.

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